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II Santuario della Madonna della
Civita, nel corso dell'anno e sempre nelle domeniche, ma in modo speciale
nei mesi primaverili ed estivi, è continuamente visitato da gruppi di
devoti, che mai sono mancati nel corso della sua storia, anche nei periodi
più bui e più dolorosi.
Il periodo più frequentato ed ancora
più sentito è quello che va dalle festività pasquali alla seconda metà
del mese di ottobre, con la punta massima nel mese di luglio in cui
ricorre la festa annuale.
Una volta, senza andare molto
indietro, fino alla fine del secolo XIX e i primi decenni del secolo XX,
la maggior parte dei pellegrinaggi alla Civita si effettuavano tutti a
piedi, sia perché non c'erano i moderni mezzi di comunicazione sia anche
perché il livello sociale era molto basso e non ci si poteva permettere
il lusso "di andare a cavallo"! Solo pochi ricchi e possidenti
avevano la fortuna di muoversi con le carrozze o con bestie per lunghi o
impegnativi viaggi.
La stessa strada che oggi conduce
comodamente fino al piazzale da cui inizia la sua solenne salita lo
scalone che conduce al piazzale sagrato del Santuario ha una esistenza,
relativamente breve, rispetto alla storia più che millenaria del
Santuario della Civita.
Il pellegrinaggio alla Civita, per le
popolazioni della zona, per secoli ha scandito l'attività agricola e
sociale di molti paesi, che coralmente e con tanto entusiasmo preparavano
il loro pellegrinaggio annuale alla Madonna della Civita, come ci si
preparasse ad un appuntamento tanto desiderato ed atteso ed al quale non
si poteva mancare.
IL
PELLEGRINAGGIO ALLA CIVITA NEI TEMPI
PASSATI
Più volte, nella narrazione della
storia del Santuario della Civita, si è detto che sempre ci sono stati i
pellegrinaggi e fin dall'inizio della sua esistenza; mai è mancato
l'afflusso dei devoti, che periodicamente venivano a venerare l'Immagine
della Madonna. La maggior parte dei pellegrini salivano a piedi la vecchia
mulattiera che per più secoli era l'unica strada di accesso per salire
alla Civita. Solo raramente e con non molta frequenza si vedevano a volte
arrivare carrozze più o meno ricche e belle perché dei nobili erano
saliti sul santo Monte per venerare la Madonna della Civita. Anche le
cavalcature e gli animali da trasporto con il basto, (cavalli, muli, asini
...) non erano frequenti, ed il più delle volte erano usati come supporto
per le provvigioni, per chi era malato, per quanti non riuscivano a salire
fino alla vetta.
Ogni generazione quindi ha prestato
il suo culto e la sua devozione alla Madonna della Civita e sempre più,
man mano che scorrevano i secoli, si sono diffusi i pellegrinaggi fra i
paesi vicini, a volte però anche abbastanza lontano, fino a rimanere a
pernottare per alcune notti al Santuario, prima di riprendere la via del
ritorno per il paese di origine. Le cronache sono ricche di particolari
edificanti e di episodi miracolosi, per cui sarebbe impossibile fermarsi
sui singoli secoli in modo dettagliato a raccontare "le meraviglie di
Maria", che in tanti secoli ha elargito ai suoi figli devoti.
I
PELLEGRINAGGI ALLA CIVITA AI NOSTRI
GIORNI
Anche ai nostri giorni, i
pellegrinaggi al Santuario della Madonna della Civita, non sono per nulla
diminuiti, rispetto al passato, al contrario sono molto aumentati in
numero ed in frequenza, anche se è cambiato molto la coreografia e la
maggior parte di essi sono realizzati con i più moderni e più potenti
mezzi di trasporto. Mentre nei secoli passati la frequenza si concentrava
dal lunedì di Pasqua o dell'Angelo fino alla metà di settembre, nella
nostra epoca ogni giorno è buono e spesso si susseguono, alcuni giorni
particolari, in modo intermittente da mattina a sera.
Una volta l'incedere era solenne, la
massa dei pellegrini veniva a piedi o su carri. Ogni paese, vestito con i
propri caratteristici costumi e guidato dalle anziane "guide"
locali da Itri saliva al Santuario compatto e raccolto, pregando e
cantando, mentre percorreva l'antica e celebre mulattiera, che per secoli
ha ospitato innumerevoli schiere di pellegrini e di devoti.
Oggi raramente — ed allora suscita
ancora più curiosità e gradevole sensazione estetica - si vedono di
tanto in tanto piccoli gruppi che ancora vengono alla Civita con i loro
caratteristici abiti del luogo, specialmente dalle zone della Provincia di
Frosinone e Caserta: per citarne alcuni si possono nominare i multicolori
e sfolgoranti costumi di Pontecorvo, Atina, Minturno, Casalvieri, dei
Casali di Sessa, di Mondragone ...
Dai luoghi tradizionali vengono
ancora ogni anno ed in una data fissa i pellegrinaggi, che conservano
particolari spazi per la preghiera e per la cerimonia dell'entrata nel
tempio per venerare insieme la Sacra Immagine della Civita o alla
suggestiva cerimonia dell'addio in cui si trovano ancora tutti uniti per
salutare la Madonna, retrocedono con la faccia all'Immagine della Beata
Vergine Maria e salutandola con un tenue e delicato gesto della mano,
mentre con il canto esprimono tutto il loro amore e la sincera speranza di
ritornare il prossimo anno "Maria della Civita, noi siamo di
partenza" ... Questi gesti e il pregare insieme in genere sono sempre
osservati con gelosa precisione, anche quando la popolazione sale con i
pullmans: si radunano ai piedi del grande scalone, si procede compatti per
la grande scala cantando e preparando per raccogliersi sul grande sagrato
della chiesa ed entrare uniti nel tempio ... è un sentirsi solidali ed un
incoraggiarsi a vicenda nelle realtà dell'esistenza umana, davanti alla
Madre comune, alla Quale sono venuti con piena e filiale fiducia a dire le
proprie difficoltà e speranze ...
I pellegrini alla Civita, conservano
anche ai nostri giorni un'atmosfera genuina e quasi primitiva ... si
tratta in genere di gruppi dalle modeste dimensioni, composte in massima
parte di gente contadina ed operaia ... solo rarissimamente un singolo
gruppo supera alcune centinaia di persone! I devoti però non mancano mai
ed il più delle volte sono gruppi famigliari o di parenti, che con le
proprie auto o pulmini si danno appuntamento presso la Madonna per una
preghiera corale e familiare, in modo da rinsaldare la propria unione ed
accrescere il loro amore e così riuscire meglio a superare le varie
difficoltà che la vita non fa mancare.
Sarebbero tanti i paesi da nominare,
se si volesse elencare quelli che ai nostri giorni, vengono ogni anno al
Santuario della Civita, almeno una volta l’anno, con un corale e nutrito
pellegrinaggio. Alcuni paesi vengono ancora a piedi, partendo il giorno
precedente o nella notte, poi al mattino sono raggiunti da molti altri
concittadini che sono giunti con le macchine o con i pullmans: si forma la
processione ai piedi dello scalone o nel grande piazzale e coralmente,
cantando e pregando, ci si dirige alla "Casa della Madonna" ...
Elenco semplicemente alcune località
in ordine alfabetico senza la presunzione di voler essere
"esauriente": Arce, Aquino, Arnara, Arpino, Atina, Campodimele,
Casali di Sessa, Cellole, Casalvieri, Cascano, Cassino, Castro, Carignola,
Ceccano, Ceprano, Cisterna, Esperia, Falvaterra, Ferentino, Fondi, Formia,
Gaeta, Galluccio, Isoletta, Itri, Lenola, Maddaloni, Maranola, Minturno,
Mondragone, Monte San Biagio, Napoli e provincia, Pastena, Pico,
Pontecorvo, Pignataro, Teano, Scauri, Sessa, Sezze, Sora, Sperlonga,
Roccasecca, Roma e provincia, Vallecorsa ...
I paesi tradizionali allora e le zone
di provenienza dei pellegrini sono sempre quelli che si trovano nel Basso
Lazio e nelle Province di Frosinone e di Caserta ... non mancano
certamente pellegrinaggi da altre zone, anche lontanissime, perché molte
agenzie ormai immettono la visita al Santuario della Civita nei vari
"percorsi turistici" programmati o proposti ... così mai
mancano pellegrini che provengono da molto lontano, in massima parte
immigrati che hanno conservato viva e cara la devozione alla Madonna della
Civita, appresa e coltivata nella loro fanciullezza, prima di lasciare il
paese natio per stabilirsi dove avevano trovato lavoro e sicurezza per sé
e per la propria famiglia.
Mi fermo qui nel parlare dei
pellegrinaggi alla Madonna della Civita che, anche all'inizio del terzo
millennio, non sono per nulla diminuiti ma sono sempre in maggior
espansione e frequenza, anche se — naturalmente - molto diversi da come
si svolgevano ed erano organizzati nei secoli passati.
I Padri Passionisti, che dal 1985
hanno la cura pastorale del Santuario della Madonna della Civita, hanno
molto lavorato e sviluppato il culto, la devozione e la venerazione dei
devoti, seguendoli sempre con la massima disponibilità, la fraterna e
sincera accoglienza e la convinta attività sacerdotale, specialmente nei
sacramenti della Riconciliazione e dell'Eucarestia.
Conosco per esperienza personale, la
grande e gioiosa accoglienza che i carissimi Padri Passionisti sanno
sempre riservare ai devoti ed ai pellegrini, perché quando mi è
possibile vado volentieri a "trovare" e venerare la cara Madonna
della Civita, e li trovo sempre disposti e pronti verso chiunque, da solo
o ili gruppo, viene al Santuario: ogni fedele devoto non solamente si
sente accolto, ma gli sembra di essere "nella Casa della Madre",
cioè a casa sua!
(Giovanni D'Onorio De Meo, La
Madonna e il Santuario della Civita, Itri 2002) |